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Giochi di aspettative

Mercato obbligazionario con rendimenti in continua espansione, crisi geopolitiche ed energetiche, eppure i mercati azionari tengono. E lo fanno bene.

Questo grazie alle aspettative sugli utili.

Da ottobre 2025 ad oggi, il rapporto Prezzo/Utili forward dell’S&P 500 si è compresso, scendendo da 23 a 19. Se ragionassimo a parità di prezzi, questo si tradurrebbe matematicamente in una crescita delle aspettative sugli utili di circa il 20%. La realtà, tuttavia, è ancora “migliore”, infatti nello stesso periodo l’indice azionario non è rimasto fermo, ma ha registrato un rialzo dei prezzi del 15%. Affinché il multiplo si sia potuto contrarre fino a quota 19 pur a fronte di un mercato in forte ascesa, le stime sui profitti aziendali hanno dovuto correre molto più velocemente. Tenendo conto del fattore prezzo, la crescita effettiva delle aspettative sugli utili si attesta quasi al +40%.

In questo grafico l’andamento dell’S&P500 in alto e in P/E forward in basso:

Inoltre c’è un altro dato interessante da notare, e cioè che la contrazione del P/E forward, almeno negli ultimi mesi, è avvenuta in maniera diffusa su tutti i settori.

Quindi sì, è vero che l’aumento dei tassi di sconto penalizza i multipli, ma la progressione degli utili sostiene le quotazioni. Crediamo che eventuali ritracciamenti di breve termine, in particolare su intelligenza artificiale e semiconduttori, sarebbero dettati puramente dal sentiment. Le valutazioni quindi subirebbero una flessione strutturale solo qualora le stime sui profitti venissero disattese.

Stringendo il campo dopo questa visione d’insieme, un settore che merita particolare attenzione è quello energetico. Quest’anno, il comparto Energy dell’S&P 500 ha registrato un +40%. Eppure, chi osserva solo la superficie degli indici fatica ad accorgersene, infatti con un peso che si aggira appena intorno al 3-4% nei principali listini globali e USA questa eccellente performance viene quasi totalmente diluita.

In questo grafico degli ultimi 12 mesi, in bianco S\&P500, in blu settore energy dell’S\&P500:

La forza strutturale dell’energia e delle materie prime è oggi alimentata dalle continue crisi geopolitiche e tensioni internazionali. Una dinamica che i mercati tendono a percepire come eccezionale, ma che di fatto rappresenta la vera normalità statistica. Basti pensare che secondo i calcoli dello storico Durant, in oltre 3.400 anni di storia umana documentata, il mondo ha vissuto in uno stato di pace totale per appena 268 anni (circa l’8% del tempo).

Perciò la domanda da porsi è se, in un mondo che sta semplicemente tornando alla sua configurazione storica più classica, ha senso impostare un tilt tattico sul settore energy/materie prime. Uno spunto di riflessione essenziale per chiunque voglia valutare e ricalibrare in modo consapevole l’asset allocation tattica del proprio portafoglio.

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