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Il mercato è un mammifero strano

Il mercato è un mammifero strano
senza niente di umano è una cosa che cresce
che ogni giorno diventa più grosso
una crescita abnorme smisurata tutta forme
come una donna sempre incinta di se stessa.

Il mercato è un neonato opulento
ossequiato dal mondo è un bamboccio gonfiato
che ingrassa anche senza nutrice
non ha alcun bisogno né di cibo né di sogno
siamo noi tutti la sua grande incubatrice.

I mercati sono costantemente sui massimi storici, con il Nasdaq 100 che probabilmente presto raggiungerà i 30 mila punti. A fine 2022 valeva poco più di 10 mila punti.

Il mercato come scrisse Giorgio Gaber nei versi qui sopra è un bamboccio che ingrassa anche senza nutrice, siamo noi che lo alimentiamo. Il mercato cresce anche senza che accada effettivamente qualcosa che lo faccia crescere ma siamo noi investitori che lo nutriamo delle nostre (al momento rosee) aspettative sul futuro.

L’azionario globale continua a salire in maniera piuttosto uniforme, mentre la Cina resta ancora relativamente indietro rispetto ai listini occidentali. Intanto Donald Trump vola a Pechino accompagnato da figure simbolo della tecnologia americana come Elon Musk, Tim Cook e Jensen Huang. Xi Jinping accoglie tutti con toni distensivi, ma ribadisce un messaggio chiaro: la Cina può collaborare sullo scenario internazionale, incluso il Medio Oriente, ma la questione di Taiwan rimane non negoziabile.

Le trimestrali degli Hyperscalers sono andate bene (non quanto quello che mostrano gli EPS) e la crescita delle capex sembra sostenibile.

Il mercato azionario non sembra ancora scontare pienamente il nuovo orientamento della FED, cioè meno quantitative easing e maggiore utilizzo della leva dei tassi.
I bond invece, come si può osservare, hanno già iniziato a scontare questo cambiamento. Infatti la yield curve si è irripidita rispetto ad un mese fa, mentre i rendimenti delle scadenze oltre i 10 anni risultano in netto rialzo rispetto a un anno fa.

Nel medio termine questo dovrebbe comportare, a parità di condizioni, valutazioni (basate sull’attualizzazione dei flussi di cassa) più basse per le società, a causa dell’aumento del costo medio ponderato del capitale.

Questo, però, non implica necessariamente valutazioni azionarie più basse in assoluto. Se le aspettative di crescita futura saranno sufficientemente forti da compensare, o addirittura superare, l’aumento del costo del capitale e la maggiore attrattività del mercato obbligazionario rispetto all’azionario, allora i mercati azionari potrebbero continuare il loro trend rialzista.

In questo contesto di tassi crescenti, è fondamentale gestire correttamente la componente obbligazionaria. Se si utilizzano ETF obbligazionari a duration costante, occorre considerare che un rialzo dei tassi genera una perdita immediata nel prezzo del fondo.

Tuttavia, se l’investitore mantiene il titolo per un orizzonte temporale adeguato, tipicamente pari a circa il doppio della duration del fondo, il meccanismo di reinvestimento delle cedole a tassi più elevati permetterà non solo di recuperare la perdita iniziale, ma di ottenere un rendimento finale superiore rispetto a uno scenario di tassi stabili.

Ne deriva che l’orizzonte temporale in queste situazioni è un elemento fondamentale per la scelta delle scadenze e delle duration dei bond da avere in portafoglio, specialmente se si lavora con ETF obbligazionari a duration costante.

Le considerazioni da fare sull’azionario sono più ampie e, nonostante la bassa volatilità, ci sono offerte di strumenti strutturati interessanti che possono offrire dei rendimenti scollegati dall’andamento lineare del mercato azionario. Questo potrebbe essere un vantaggio se ci sia aspetta degli storni non particolarmente importanti (nell’ordine del 5-10%) e per questo non si vuole entrare direttamente sui sottostanti.

Detto questo, è fondamentale cambiare radicalmente la prospettiva con cui guardiamo ai nostri investimenti. Un portafoglio efficiente non è mai, e non deve mai essere, una mera somma di singoli strumenti finanziari che ci sembravano interessanti o promettenti al momento dell’acquisto. Muoversi in questo modo significa fare collezione di titoli, non pianificazione finanziaria.

Al contrario, un vero portafoglio deve essere concepito come un’entità unica e organica. Deve poggiare su asset class diverse e decorrelate, accuratamente studiate e bilanciate tra loro. Solo attraverso questa visione d’insieme è possibile costruire una struttura solida, capace di riflettere i propri obiettivi di vita e di offrire la migliore combinazione possibile tra rischio e rendimento.

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Le analisi qui presentate non costituiscono una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di titoli. Tali documenti sono destinati a fornire analisi finanziarie e ricerca in materia di investimenti. Le eventuali raccomandazioni sono di carattere generale, indirizzate a un pubblico non specifico e non personalizzate. Nonostante siano basate su approfondimenti, le informazioni contenute possono presentare inesattezze. Gli autori non sono responsabili per le decisioni prese dai lettori basandosi su tali informazioni. Chi intraprende operazioni finanziarie basandosi sui dati riportati assume piena responsabilità delle proprie azioni. È consigliato effettuare una valutazione approfondita e strategica, considerando i propri obiettivi di investimento e la propria tolleranza al rischio.

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