“Non è facile parlare di Maria, ci sono troppe cose che sembrano più importanti. Mi interesso di politica e sociologia per trovare gli strumenti e andare avanti… ma se sapessi parlare di Maria avrei capito esattamente la realtà.”
Sono innumerevoli gli elementi che determinano l’andamento dei mercati finanziari: le politiche monetarie e fiscali, l’economia reale, la geopolitica. Si potrebbe fare riferimento a molteplici discipline per cercare di comprenderne il comportamento.
Tuttavia, coerentemente con i più recenti studi di frontiera, in particolare l’ipotesi dei mercati anelastici, oggi a determinare i prezzi azionari sono soprattutto i flussi in ingresso.
L’esplosione della gestione passiva e degli ETF passivi ha fatto sì che persino i gestori attivi, per il timore di sottoperformare, finiscano per appiattirsi sui benchmark. Questo genera un’estrema anelasticità nel mercato azionario, che non riesce più ad assorbire i nuovi flussi di capitale mantenendo inalterato il livello dei prezzi.
Pertanto, per quanto resti fondamentale approfondire le macro-discipline, oggi a fare la differenza è il consumatore con le sue scelte di allocazione, perché è da lì che si originano i flussi.
L’economia reale va quindi letta prima di tutto come il motore che genera questi flussi di investimento. Se l’economia prospera, i consumatori hanno maggiore capacità di risparmiare e investire.
Ecco spiegato il legame con la canzone di Gaber. Oggi è vitale parlare di Maria (il consumatore). Perché se sapessimo parlare di Maria, avremmo capito esattamente la realtà.
Senza bisogno di complicare troppo le cose.
Ma chi è Maria?
Costiera Amalfitana, inizio di agosto. Maria è una turista americana (con ovvie origini italiane) in vacanza nella Penisola.
Osservandola, si nota un gusto estetico discutibile e una tendenza a lanciarsi su qualsiasi cosa attiri la sua attenzione. Compra vestiti orribili e cade puntualmente in ogni trappola per turisti. Spende il suo denaro spinta da un impulso di consumo sfrenato, semplicemente perché il suo potere d’acquisto glielo consente.
Lo stesso meccanismo domina oggi i mercati. Attraverso i flussi passivi si compra l’intero listino indiscriminatamente e con totale insensibilità al prezzo. I fondamentali aziendali vengono ignorati nella convinzione che l’afflusso di nuova liquidità spingerà inevitabilmente le quotazioni al rialzo.
O, più realisticamente, senza neppure formulare questo nesso logico, ci si limita ad assumere, per pura inerzia, che i prezzi continueranno inesorabilmente a salire.
Il problema, tuttavia, è che l’anelasticità del mercato funziona in entrambe le direzioni, manifestandosi con altrettanta forza anche in caso di contrazione economica. Per questo motivo, se da un lato può essere valido l’acquisto degli indici in blocco, dall’altro diventa cruciale affiancare esposizioni settoriali o fattoriali più attente e selettive.
Inoltre, per ottimizzare il profilo di rischio-rendimento, è indispensabile allargare l’orizzonte alle altre asset class, sfruttando i concreti benefici di diversificazione che queste offrono al portafoglio.